La pace?
La Rete
Le organizzazioni affiliate alla Rete sindacale internazionale di solidarietà e lotte ribadiscono la loro determinazione a lottare per la pace. Ovunque. Sempre. Ma i popoli non possono affidare la pace a coloro che scatenano, organizzano e sostengono le guerre, in primo luogo gli Stati colonialisti.
Ciò che sta accadendo da anni in Palestina o in Ucraina lo dimostra ancora una volta.
La pace voluta da Israele e dagli Stati Uniti d’America in Palestina è la completa annessione dei territori palestinesi e oltre (Libano, …). La pace voluta dalla Russia e dagli Stati Uniti d’America in Ucraina è l’annessione di territori ucraini e l’imposizione del regime totalitario in vigore in Russia.
La loro «pace» è genocidio, colonizzazione, repressione. La loro «pace» è guerra!
Per il capitalismo mondiale, la guerra è un mercato e uno strumento di riconfigurazione geopolitica.
L’obiezione di coscienza, il rifiuto di prestare servizio nelle forze armate, il rispetto dei diritti democratici dei soldati sono diritti inalienabili. La «difesa nazionale» consiste nel preparare e organizzare lo scontro tra Stati, eserciti, milizie; una vera difesa collettiva delle popolazioni comprende le questioni sociali, politiche, economiche, tutto ciò che realmente unisce una collettività. Chi decide, chi controlla, sono questioni fondamentali. Partendo dalle realtà concrete e non in modo astratto, il movimento sindacale e i movimenti sociali devono riappropriarsi dei dibattiti sui processi volti a lavorare per l’abolizione degli eserciti, il disarmo e l’eliminazione delle strutture di dominio.
Le organizzazioni affiliate alla Rete sindacale internazionale di solidarietà e lotte non limitano la loro solidarietà internazionale. Siamo solidali con i popoli vittime di aggressioni, in ogni parte del mondo. Sosteniamo chi resiste ai regimi liberticidi, al colonialismo, all’oppressione. Lo facciamo sulla base di quanto ci riferiscono i movimenti sociali sul posto, quando questi non sono stati completamente annientati dalla repressione; a volte anche insieme alle forze democratiche e progressiste in esilio. Soprattutto insieme alle organizzazioni sindacali e popolari che organizzano la solidarietà, la resistenza, la difesa degli interessi della nostra classe sociale… la vera lotta per la pace! La nostra risposta non è né la militarizzazione né l’alimentazione della macchina da guerra imperialista, ma la solidarietà di classe attiva.
Ecco perché continueremo a inviare delegazioni in Palestina, in Ucraina, ma anche ovunque sia possibile, per incontrare i sindacati indipendenti, i lavoratori e le lavoratrici, le popolazioni in resistenza, per discutere con loro delle reali condizioni e possibilità di pace.
Sostegno ai sindacati indipendenti e alle organizzazioni dei lavoratori e delle lavoratrici di Palestina, Ucraina, Iran, Sudan, Repubblica Democratica del Congo, Sahara, Venezuela, Colombia, Argentina, ecc.!
In Medio Oriente, in Europa, nel Vicino Oriente, in Africa, nelle Americhe, in tutto il mondo, partiamo dalle situazioni concrete per mettere in atto risposte concrete! La pace non deve essere uno slogan privo di seguito né avallare le aggressioni imperialiste, dirette o indirette. La pace non è il rafforzamento di bilanci militari incontrollati a scapito dei servizi pubblici. La pace non è il rafforzamento della militariz
zazione degli Stati né il rafforzamento delle oppressioni, ma la lotta per l’emancipazione sociale e la fine delle discriminazioni.

