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In solidarietà con gli scioperanti dell’Acca, a Prato
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In solidarietà con gli scioperanti dell’Acca, a Prato

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Dal 19 giugno i lavoratori dell’Acca sono in sciopero, in seguito all’annuncio della chiusura dell’azienda, una decisione che priverebbe 95 persone del proprio posto di lavoro. Si tratta, infatti, di un nuovo esempio di «falsa chiusura»: le aziende tessili di Prato ricorrono regolarmente a questa pratica; chiudono, per poi riaprire con un altro nome, in modo da non dover risolvere tutte le questioni legali in sospeso, comprese quelle relative ai diritti dei lavoratori e delle lavoratrici. Prato, vicino a Firenze, è il più grande distretto tessile d’Europa, dove viene prodotta la maggior parte dell’abbigliamento a basso costo.

Da anni i sindacati, tra cui SUDD COBAS, conducono la lotta contro lo sfruttamento sistematico in vigore nelle aziende del settore tessile, comprese quelle della logistica come Acca.

Fino al 2023, infatti, le lavoratrici e i lavoratori di Acca venivano sfruttati fino a 12 ore al giorno, 7 giorni su 7. Grazie allo sciopero, avevano ottenuto un contratto di lavoro conforme alle norme. Si è trattato di uno sciopero duro e difficile, con diverse aggressioni ai scioperanti con spranghe di ferro, davanti alle loro abitazioni, da parte di milizie padronali. Il rapporto di forza aveva permesso l’applicazione di accordi di livello superiore rispetto al contratto collettivo in vigore.

Oltre a quanto deve ai lavoratori e alle lavoratrici, la direzione di Acca è oggetto di due indagini: una per frode fiscale pari a 70 milioni di euro, l’altra per assunzione illegale di manodopera e sfruttamento della stessa. Ecco perché l’azienda «chiude»… per poi riaprire e perpetuare i propri furti sociali.

I picchetti di sciopero sono presenti davanti ai cancelli dell’azienda dal 19 giugno. La lotta continua. La violenza padronale e della polizia è sempre presente: attacco da parte di una milizia padronale composta da 150 persone, interventi della polizia contro il picchetto di sciopero…

Sosteniamo gli scioperanti!

La raccolta fondi per lo sciopero è qui.

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