Tra la catastrofe e l'indifferenza
La risposta popolare e le rivendicazioni dei lavoratori
CNCTL
Noi venezuelani stiamo attraversando uno dei momenti più amari e più difficili degli ultimi tempi. La natura, scatenata con tutta la sua forza, ha portato morte, distruzione e desolazione, soprattutto agli abitanti di La Guaira e dell'area della capitale. Alla gigantesca forza della natura si sono aggiunti diversi fattori che hanno reso ancora più gravi le conseguenze dei movimenti sismici. Le migliaia di morti, le altrettante persone disperse e le abitazioni distrutte hanno messo in luce le carenze costruttive e il mancato rispetto degli avvertimenti che, da decenni, gli esperti di sismologia rivolgono alle autorità. A prevalere sono stati l'eccessiva ricerca del profitto e i guadagni rapidi degli investitori, anteposti alla tutela della vita umana. Allo stesso modo, è emersa la corruzione degli organismi statali competenti attraverso il rilascio irregolare di permessi edilizi e abitativi.
Tuttavia, ciò che tutti abbiamo osservato con stupore, dolore e indignazione è stato l'atteggiamento indifferente e disumano, i ritardi e l'inazione dimostrati dalle istituzioni governative — per non dire dallo Stato nel suo complesso. Nei momenti di maggiore urgenza — un'emergenza che, a quasi un mese dai terremoti, continua ancora — gli organi del governo, le Forze Armate e gli organismi della Protezione Civile, tra gli altri, si sono distinti per la loro assenza. Erano proprio queste le istituzioni chiamate ad agire con rapidità, competenza e con gli strumenti adeguati per salvare vite umane. La cittadinanza ha assunto — e continua ad assumersi — il compito del salvataggio delle persone e dell'assistenza alle vittime e agli sfollati senza disporre delle condizioni e degli strumenti necessari. L'intervento delle squadre di soccorso, unito alla generosa solidarietà di altre nazioni, ha attenuato il tracollo di un governo che è finito per trasformarsi in un ostacolo all'azione urgente richiesta dalla gravità della catastrofe.
Noi lavoratori, sindacalisti e rappresentanti delle organizzazioni professionali riuniti nel Comitato Nazionale del Conflitto dei Lavoratori in Lotta (CNC-TL), abbiamo temporaneamente sospeso le nostre lotte per il rispetto dei diritti del lavoro al fine di sostenere le operazioni di soccorso, assistenza e solidarietà. Abbiamo collaborato nei centri di raccolta degli aiuti, nell'assistenza agli sfollati e nel sostegno a chi affronta tanta desolazione, senza dimenticare che molti dei nostri compagni sono stati direttamente colpiti da questa catastrofe, affrontando la perdita dei propri familiari e la distruzione delle loro abitazioni.
Tuttavia, ora ci spetta intensificare le nostre azioni in difesa dei salari, delle pensioni, della sicurezza sociale e delle condizioni di salute sul lavoro. Questi sforzi sono direttamente collegati alla lotta per la vita e alla ricostruzione della nostra società; non solo per affrontare le devastazioni provocate dai terremoti, ma anche per contrastare la distruzione delle nostre industrie, del sistema educativo e della sanità pubblica, nonché il deterioramento dei servizi essenziali come l'acqua, l'energia elettrica e i trasporti.
Il processo di ricostruzione della nostra vita sociale passa necessariamente attraverso il contrasto alle intenzioni dannose degli investitori — sia nazionali sia stranieri — che intendono far sì che siano ancora una volta i lavoratori a sostenere i maggiori sacrifici imposti dalla crisi. Trincerandosi dietro l'emergenza umanitaria, cercano di legalizzare la scomparsa dei salari e la perdita dei diritti già gravemente compromessi alla sicurezza sociale, alla contrattazione collettiva, alla libertà sindacale e a pensioni adeguate alle norme costituzionali e legislative.
A questa tragedia provocata dalle forze incontrollabili della natura si aggiunge l'aggravarsi dei problemi economici e sociali: il continuo aumento del costo della vita, la progressiva perdita del potere d'acquisto e la quasi totale scomparsa del sistema sanitario pubblico. Come se non bastasse, il mondo imprenditoriale, in stretta alleanza con questo governo antipopolare, intende approfittare di questa difficile congiuntura per modificare le leggi che tutelano il lavoro.
Infine, ma non per questo meno importante, continuiamo a subire un governo che, oltre a essere privo di legittimità costituzionale, giuridica e di sostegno popolare, ha vergognosamente consegnato la nostra sovranità ai disegni di un governo straniero che difende esclusivamente i propri interessi economici e non mostra alcun interesse ad aprire la strada ai cambiamenti democratici e alle libertà che il nostro popolo reclama con forza.
Mai come oggi il detto popolare è stato tanto appropriato:
«Solo il popolo salva il popolo.»
Per questo rivolgiamo un appello a tutto il popolo — lavoratori, contadini, professionisti, comunità universitarie, pensionati e persone in quiescenza — affinché rafforzi l'unità e la solidarietà dimostrate in queste terribili circostanze. Consolidiamo le nostre organizzazioni di lotta: sindacati, associazioni professionali, ordini professionali, accademie, federazioni studentesche e consigli comunali.
Facciamo della solidarietà una pratica organica e permanente per affrontare insieme le calamità economiche, sociali e culturali.
Lottiamo per la vita!
Salario, democrazia e libertà!
Comitato Nazionale del Conflitto dei Lavoratori in Lotta
Caracas, 23 luglio 2026

